La capacità di tracciare e realizzare un progetto così complesso come è una cattedrale, ci è stata portata sicuramente dai cavalieri Templari che in Palestina, ai tempi delle Crociate hanno, fra l’altro, aggiornato le pallide conoscenze dell’Europa dell’epoca comunicando coi sapienti delle confraternite di costruttori arabi, si sono avvicinati agli insegnamenti esoterici della cabala ebraica e musulmana ed infine hanno portato con loro, in Francia, le maestranze arabe senza le quali probabilmente le cattedrali non sarebbero quello che sono. Gli scalpellini che hanno tagliato le pietre, realizzato le sculture e scolpito gli ornati, avevano invece una radice culturale celtica che troviamo ben evidente già nelle chiese romaniche. San Bernardo, a cui dobbiamo la nascita dei Templari, tuonava contro questo eccesso di decoro ma le confraternite di « compagnons » che lavoravano la pietra avevano un messaggio da tramandare e, per fortuna, l’hanno fatto.
Una domanda ricorre ad ogni conferenza : cosa vuol dire « Gotico » ? I Goti a quei tempi erano un popolo troppo « barbaro » per essere in qualche modo all’origine del termine. Mi sembra più probabile, come dicono certi autori, che il nome venga da « Argot », la lingua verde, « la langue des oiseaux », il linguaggio criptato che parla a chi sa ascoltare, cioè « l’argothique » che è diventato « l’art gothique ». L’Argo era la nave su cui salparono gli Argonauti per andare alla ricerca del Vello d’Oro. Fulcanelli dice che gli « argotiers », quelli che parlano l’« argot » francese, sono i discendenti di quei primi alchimisti che partirono con Giasone alla conquista dell’oro custodito dal Drago.« L’Art Gothique » era, sempre per Fulcanelli, l’art got o cot, l’arte della luce, l’arte dello spirito, dal greco xo. (Fulcanelli : Il Mistero delle Cattedrali). Ed in questo linguaggio iniziatico parlano i simboli ed i numeri che qui vi presento nel modo più semplice possibile.